Il governo coreano ha formato una task force speciale per combattere i crimini transnazionali. Da febbraio scorso, questa squadra è riuscita ad arrestare 26 membri di gang in Cambogia, che si spacciavano per istituzioni nazionali e commettevano crimini di sfruttamento sessuale contro le donne.
I membri della gang operavano principalmente a Phnom Penh, spacciandosi per procuratori e agenti di sorveglianza finanziaria. Ingannavano le vittime facendole credere di essere coinvolte in crimini, costringendole a rimanere in hotel per isolarle e costringerle a confinarsi. Hanno così estorto circa 267 miliardi di won a 165 cittadini coreani.
I criminali prendevano di mira principalmente donne residenti in Corea, manipolandole per renderle incapaci di resistere, poi estorcevano denaro e le costringevano a inviare video o foto a carattere sessuale. Questi atti mostrano un’evoluzione dei metodi di frode, sfruttando le debolezze psicologiche delle vittime per distruggerle completamente.
Questo arresto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la squadra coreana dedicata e i servizi di intelligence, che hanno localizzato gli uffici e le residenze dei criminali. Il 5 gennaio, la polizia cambogiana ha effettuato un’incursione nei luoghi. Il governo coreano prevede di bloccare immediatamente i video di sfruttamento sessuale e di rimpatriare i criminali per giudicarli rapidamente.
Il governo coreano continuerà a collaborare con istituzioni come il Centro Smile del Ministero della Giustizia per fornire supporto alle vittime e prevenire futuri crimini. Il presidente Lee Jae-myung ha ordinato una risposta rigorosa ai crimini transnazionali, inclusi i crimini sessuali digitali, per mostrare che i responsabili saranno severamente puniti.