[2025-12-12]Repressione delle frodi in Cambogia: 107 sospetti coreani rimpatriati

Su indicazione del Presidente Lee Jae-myung, il governo sudcoreano ha compiuto uno sforzo totale per combattere i crimini di truffa in Cambogia dall’ottobre scorso, ottenendo il rimpatrio di 107 sospetti sudcoreani dalla Cambogia. Il governo sudcoreano ha stabilito un sistema di stretta cooperazione, influenzando positivamente la posizione del governo cambogiano sul rimpatrio dei sospetti sudcoreani attraverso gli sforzi diplomatici del Ministero degli Affari Esteri, del Servizio di Intelligence Nazionale e della polizia.

Inoltre, grazie alle operazioni di arresto su larga scala condotte dal governo cambogiano a luglio e settembre e alle visite locali del team di risposta congiunta del governo sudcoreano, il numero cumulativo di sospetti sudcoreani arrestati in Cambogia ha raggiunto 154 alla fine di novembre. Di conseguenza, il numero di segnalazioni di cittadini sudcoreani detenuti o scomparsi in Cambogia è drasticamente diminuito da 93 in ottobre, quando è iniziata la risposta congiunta, a 17 in novembre, mostrando una riduzione di oltre l’80%.

Per affrontare i crimini di truffa in Cambogia, il Presidente Lee Jae-myung ha presieduto una riunione dei ministri competenti il 23 ottobre scorso e ha ordinato la creazione di un quartier generale di risposta speciale che coinvolge otto agenzie, tra cui il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Giustizia, il Servizio di Intelligence Nazionale e la Commissione per i Servizi Finanziari. Da allora, il governo ha continuato i suoi sforzi strategici, tra cui tenere un vertice Corea-Cambogia e aprire una task force dedicata alla Corea.

Il governo continuerà a rispondere con fermezza e forza ai crimini transnazionali che minacciano la sicurezza, la vita e il sostentamento dei nostri cittadini, e chiarirà che qualsiasi danno ai cittadini sudcoreani comporterà perdite maggiori per i colpevoli.


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