A partire dal 2025, tutti i residenti in Corea del Sud che hanno mantenuto un trust estero anche solo per un giorno durante l’anno, sono obbligati a presentare una dichiarazione dettagliata all’Agenzia Nazionale delle Entrate (NTS). Questa nuova misura deriva dalla revisione della legge sulla regolamentazione fiscale internazionale approvata a fine 2023. Il 23 giugno, la NTS ha organizzato un seminario a Seul con oltre 70 rappresentanti di studi fiscali, legali e istituzioni finanziarie per illustrare il nuovo sistema di segnalazione.
Il direttore Han Changmok ha spiegato gli obiettivi e le modalità operative del sistema, sottolineando che la NTS raccoglierà ora i dati sui trust esteri. Anche le società coreane devono dichiarare i trust esteri detenuti, anche solo temporaneamente, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio fiscale. In caso di mancata o falsa dichiarazione, è prevista una sanzione pari al 10% del valore dei beni del trust.
La NTS ha chiarito che questa iniziativa mira a rafforzare la trasparenza degli asset offshore e a contrastare l’evasione fiscale, soprattutto tra i contribuenti più abbienti e le aziende che utilizzano i trust per occultare redditi o patrimoni. L’agenzia fiscale supporterà i contribuenti potenzialmente interessati con guide personalizzate e materiali informativi prima della scadenza di giugno.
In futuro, la NTS utilizzerà dati da transazioni valutarie, scambi di informazioni e raccolte sul campo per individuare i trust non dichiarati. I trasgressori saranno soggetti a severe sanzioni, inclusi multe e recupero delle imposte evase su redditi, successioni e donazioni. Il direttore Lim Kwang-hyun ha sottolineato l’importanza di questa nuova normativa per la regolarizzazione degli asset offshore e ha invitato i soggetti interessati a collaborare attivamente.
L’obbligo di dichiarazione dei trust esteri in Corea del Sud rappresenta un passo significativo nella lotta contro l’evasione fiscale internazionale. Rafforzando la trasparenza e la tracciabilità dei patrimoni offshore, la NTS promuove la conformità volontaria e riduce le opportunità di occultamento di beni. Questa iniziativa si inserisce in un contesto globale di crescente cooperazione fiscale e potrebbe servire da modello per altre nazioni.