Il 16 gennaio, il Centro di gestione delle emergenze per l’influenza aviaria ad alta patogenicità (guidato dalla ministra Song Mi-ryeong) ha confermato un focolaio di influenza aviaria H5N1 in un allevamento di galline ovaiole a Dangjin, nella provincia di Chungcheong del Sud. L’evento ha portato alla convocazione di una riunione d’emergenza con le autorità locali e nazionali per valutare la situazione e rafforzare le misure di biosicurezza. Si tratta del 35° caso di influenza aviaria ad alta patogenicità registrato nella stagione invernale 2025/2026, e il primo in questa nuova area. Le autorità sottolineano la necessità di una vigilanza rafforzata in tutti gli allevamenti avicoli del paese.
L’indagine è partita dopo una segnalazione di aumento della mortalità tra i polli il 15 gennaio, con conferma del virus il giorno successivo. Dei 35 casi totali, 9 sono stati rilevati nella provincia di Gyeonggi, 9 nel Chungcheong del Nord, 6 nel Chungcheong del Sud, 3 nel Jeolla del Nord, 7 nel Jeolla del Sud e 1 a Gwangju. Parallelamente, sono stati identificati 24 casi tra uccelli selvatici in varie regioni. Solo a gennaio sono stati segnalati 7 casi, evidenziando la necessità di rafforzare i controlli e la disinfezione a livello nazionale.
Dopo la conferma del focolaio, è stata immediatamente inviata una squadra di risposta rapida per isolare l’allevamento, procedere all’abbattimento preventivo e avviare un’indagine epidemiologica. È stato imposto un ordine di sospensione temporanea dei movimenti per tutte le aziende avicole e i veicoli correlati nella regione di Chungcheong del Sud per 24 ore. Sono stati effettuati controlli approfonditi in 32 allevamenti entro un raggio di 10 km dall’allevamento infetto e sono state avviate massicce operazioni di disinfezione in tutto il paese.
Per prevenire ulteriori focolai, le autorità hanno esteso la sorveglianza rafforzata fino alla fine di gennaio nelle grandi aziende e nelle aree a rischio. Gli allevamenti che hanno cambiato tipologia di produzione sono sottoposti a ispezioni specifiche, e anche le strutture appartenenti allo stesso gruppo dell’allevamento colpito vengono controllate. Dal 17 al 31 gennaio si svolge una settimana nazionale di disinfezione intensiva, con almeno due interventi giornalieri nelle aree frequentate da uccelli migratori e nelle aziende vicine.
Il direttore della divisione mobile di biosicurezza ha chiesto la massima attenzione, soprattutto nelle nuove aree colpite, e ha invitato le amministrazioni locali a garantire l’applicazione rigorosa delle misure fino alla fine del mese. Ha inoltre sottolineato la responsabilità individuale degli allevatori nell’applicare i protocolli di biosicurezza, ricordando che solo a gennaio sono già stati rilevati 7 casi in 4 province.
La diffusione del virus H5N1 in una nuova area dimostra la sua elevata mobilità e la necessità di strategie di biosicurezza sempre più sofisticate. La risposta rapida e coordinata delle autorità sudcoreane, che combina isolamento, disinfezione e monitoraggio mirato, rappresenta un modello efficace per contenere i danni economici e sanitari. In futuro, l’adozione di tecnologie avanzate di monitoraggio e la formazione continua degli allevatori saranno fondamentali per prevenire e gestire crisi simili.