Il 13 gennaio, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung e la premier giapponese Sanae Takaichi si sono incontrati a Nara per un vertice storico, celebrando i 60 anni dalla normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. L’incontro ha avuto luogo nella città simbolica di Nara, sottolineando il desiderio comune di rafforzare la cooperazione per i prossimi 60 anni. I leader hanno discusso temi cruciali come la denuclearizzazione della penisola coreana, la sicurezza regionale, la crescita locale e le sfide sociali legate al calo delle nascite e all’invecchiamento della popolazione.
Durante 100 minuti di colloqui, le due parti hanno concordato di ampliare la collaborazione in settori come intelligenza artificiale, tutela della proprietà intellettuale e lotta alla criminalità transnazionale. Particolare attenzione è stata riservata alla risoluzione delle questioni storiche, incluso l’avvio di analisi del DNA sulle vittime coreane della miniera di Josei a Ube. Sono stati discussi anche la facilitazione degli scambi umani, che coinvolgono oltre 12 milioni di persone all’anno, e il riconoscimento reciproco delle qualifiche tecniche.
Il presidente Lee ha sottolineato l’importanza di una cooperazione rafforzata di fronte ai cambiamenti geopolitici e tecnologici globali, evidenziando la necessità di risposte congiunte alle sfide economiche e sociali. Ha inoltre promosso la creazione di un gruppo di lavoro congiunto sulle problematiche sociali e la partecipazione del Giappone a una task force internazionale guidata dalla polizia coreana contro i crimini transnazionali. La premier Takaichi ha elogiato l’amicizia e la fiducia tra i due leader, sottolineando che l’accoglienza del presidente Lee a Nara rappresenta una prima storica.
Le prospettive sono positive, con l’impegno di entrambi i paesi ad approfondire la cooperazione in tutti i settori, inclusa la diplomazia regionale con Cina e Stati Uniti. I gesti simbolici, come il concerto improvvisato di batteria e la visita al tempio Horyu-ji, testimoniano la volontà di rafforzare la comprensione reciproca e i legami culturali. Questo vertice potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nelle relazioni bilaterali, basata su fiducia, dialogo e innovazione.