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[2026-01-13]Arrestati 26 membri di una rete di scam in Cambogia: vittime e danni ingenti

Un’importante operazione congiunta tra Corea del Sud e Cambogia ha portato all’arresto di 26 membri di una rete criminale che operava a Phnom Penh. Questi individui si spacciavano per enti governativi coreani, come la procura e la supervisione finanziaria, per ingannare le vittime e coinvolgerle in attività fraudolente. Il gruppo utilizzava una tecnica chiamata ‘auto-reclusione’, costringendo le vittime a soggiornare in strutture ricettive e impedendo loro qualsiasi contatto con l’esterno. L’organizzazione ha preso di mira soprattutto donne, inducendole con l’inganno a uno stato di totale vulnerabilità.

Secondo la portavoce presidenziale Kang Yu-jeong, la rete criminale ha sottratto complessivamente oltre 26,7 miliardi di won a 165 cittadini coreani. Gli arresti sono stati effettuati grazie alla collaborazione tra la task force coreana, la squadra speciale cambogiana ‘Korea Team’ e il National Intelligence Service, che hanno identificato quattro sedi operative e hanno condotto il blitz il 5 gennaio. Le autorità hanno documentato il momento della cattura degli indagati nei loro uffici.

I criminali non si sono limitati alle frodi finanziarie, ma hanno anche costretto le vittime, in particolare donne residenti in Corea, a inviare foto e video a sfondo sessuale, sfruttando la loro vulnerabilità psicologica. Kang Yu-jeong ha sottolineato come questi scam si siano evoluti, colpendo non solo il patrimonio delle vittime ma anche la loro integrità psicologica e fisica, distruggendo completamente le loro vite. Il governo coreano ha immediatamente avviato misure per bloccare la diffusione dei materiali di sfruttamento sessuale.

Le autorità coreane intendono indagare a fondo su tutte le accuse e rimpatriare rapidamente i criminali per assicurarli alla giustizia. Inoltre, è previsto il supporto alle vittime tramite il Ministero della Giustizia e il centro Smile, con programmi di assistenza e prevenzione delle recidive. Kang Yu-jeong ha ribadito che il governo, seguendo le direttive del presidente Lee Jae-myung, continuerà a contrastare con fermezza i crimini digitali e transnazionali, garantendo che chi danneggia i cittadini coreani affronti gravi conseguenze.

Questa operazione rappresenta un esempio di cooperazione internazionale efficace contro le reti criminali transnazionali. Il caso evidenzia la necessità di rafforzare la protezione delle vittime e di sviluppare strategie globali per contrastare la criminalità digitale e lo sfruttamento sessuale. L’impegno delle autorità coreane e cambogiane dimostra che la lotta contro questi crimini richiede azioni coordinate e tempestive.


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