L’Istituto Nazionale di Salute dell’Agenzia Coreana per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ha confermato per la prima volta che i sintomi dei pazienti coreani con demenza frontotemporale (FTD) sono distintamente diversi da quelli dei pazienti occidentali, basandosi sui dati del progetto ‘Brain Disease Research Infrastructure for Data Gathering and Exploration (BRIDGE)’. Questo studio ha analizzato le informazioni cliniche e i dati MRI di 225 pazienti con FTD reclutati da 11 ospedali in Corea, dimostrando che i criteri diagnostici internazionali esistenti hanno limitazioni nel diagnosticare accuratamente i pazienti coreani.
La FTD è una demenza degenerativa che colpisce principalmente persone relativamente giovani di età compresa tra 50 e 65 anni, caratterizzata da cambiamenti di personalità, appiattimento emotivo e compromissione del linguaggio piuttosto che da un declino della memoria. Tra questi, la demenza frontotemporale variante temporale destra (rtvFTD) è nota per sintomi come il non riconoscere volti familiari o la riduzione delle risposte emotive, ma non esistono ancora criteri diagnostici unificati a livello internazionale per questo tipo.
I ricercatori hanno testato l’applicabilità di due criteri diagnostici occidentali per rtvFTD (l’Amsterdam Diagnostic Tree (ADT) dai Paesi Bassi e i criteri sbvFTD dell’UCSF negli USA) ai pazienti coreani. I risultati hanno mostrato che, sebbene l’incapacità di riconoscere i volti fosse comune sia nei pazienti occidentali che in quelli coreani, i pazienti coreani presentavano relativamente meno sintomi di compromissione della memoria, depressione, riduzione dell’empatia e pensieri ossessivi. Invece, i sintomi di ‘disinibizione’, come comportamenti socialmente inappropriati o impulsivi, erano più frequentemente osservati nei pazienti coreani.
La professoressa Eun-Joo Kim, che ha guidato lo studio, ha sottolineato la necessità di nuovi criteri diagnostici che riflettano le caratteristiche uniche dei pazienti coreani, affermando che è difficile distinguere accuratamente rtvFTD precocemente con i soli criteri internazionali esistenti. Ko Young-Ho, capo della Divisione di Ricerca sulle Malattie Cerebrali dell’Istituto Nazionale di Salute, ha menzionato i piani per espandere la ricerca per sviluppare nuovi criteri diagnostici che riflettano gli aspetti clinici dei coreani, notando che cambiamenti come il non riconoscere i volti o l’appiattimento emotivo potrebbero essere segnali precoci di demenza piuttosto che semplici cambiamenti di personalità.