Il 19 gennaio 2026, il presidente Lee Jae-myung e la premier italiana Giorgia Meloni si sono incontrati alla Casa Blu di Seul per discutere l’espansione della cooperazione bilaterale. Lee ha sottolineato che la combinazione dei punti di forza scientifici dell’Italia e del DNA tecnologico della Corea può generare una grande sinergia. Ha proposto di ampliare la collaborazione per affrontare insieme le sfide globali, inclusa la crisi climatica, come paesi che condividono valori fondamentali.
Durante l’incontro, Lee ha ricordato che questa è la prima visita di un premier italiano in Corea dopo 19 anni e la prima visita di un leader europeo dall’insediamento del nuovo governo coreano. Ha menzionato i 140 anni di relazioni diplomatiche e il supporto medico fornito dall’Italia durante la guerra di Corea. L’Italia è oggi il quarto partner commerciale della Corea nell’UE, con crescenti scambi umani e culturali.
La premier Meloni ha evidenziato le somiglianze e i valori condivisi tra i due paesi, nonostante la distanza geografica. Ha sottolineato l’importanza della cooperazione nei minerali critici e nei semiconduttori per la stabilità delle catene di approvvigionamento, lodando la firma del protocollo d’intesa sui semiconduttori. Meloni ha inoltre menzionato il potenziale di collaborazione in robotica, microelettronica, infrastrutture e trasporti.
Entrambi i leader hanno concordato che l’espansione degli scambi umani è fondamentale per rafforzare l’amicizia bilaterale. Hanno espresso la volontà di istituzionalizzare il dialogo politico e di ampliare la cooperazione in investimenti, commercio e soft power. Lee ha espresso fiducia che la visita di Meloni e la sua futura visita in Italia rafforzeranno ulteriormente la cooperazione e porteranno risultati concreti per i due popoli.
Questo vertice segna una svolta nelle relazioni tra Corea del Sud e Italia, dimostrando come la diplomazia moderna si basi sull’innovazione tecnologica e sui valori condivisi per affrontare le sfide globali. La firma del MOU sui semiconduttori e la volontà di ampliare la cooperazione in settori strategici mostrano una risposta proattiva alle sfide delle catene di approvvigionamento globali. Questa partnership può diventare un modello per altre alleanze internazionali focalizzate su tecnologia, resilienza economica e scambi umani.