Il 17 gennaio, il Centro di gestione delle crisi per la peste suina africana e l’influenza aviaria ad alta patogenicità della Corea del Sud ha confermato un caso di peste suina africana in un allevamento di Gangneung, provincia di Gangwon, e un caso di influenza aviaria H5N1 in un allevamento avicolo di Cheonan, provincia di Chungcheong del Sud. Si tratta del primo caso di peste suina africana del 2024 e del 36° focolaio di influenza aviaria della stagione. Le autorità hanno immediatamente convocato una riunione d’emergenza per valutare la situazione e rafforzare le misure di biosicurezza.
Nell’allevamento suino di Gangneung sono in corso l’abbattimento di 20.150 suini, pari a meno dello 0,17% del totale nazionale di 11.928.000 capi. Nell’allevamento avicolo di Cheonan sono state colpite 82.000 galline. Sono stati emessi ordini di blocco temporaneo dei movimenti nelle aree interessate e sono stati mobilitati 33 mezzi per la disinfezione delle aziende agricole e delle strade circostanti. Sono in corso ispezioni cliniche e indagini epidemiologiche su allevamenti e macelli collegati.
Il vice ministro dell’Agricoltura Kim Jong-gu ha sottolineato l’importanza di rafforzare la disinfezione delle strade principali e degli accessi alle aziende agricole, soprattutto a Gangneung, dove la peste suina africana è stata rilevata per la prima volta. Ha inoltre evidenziato la necessità di una gestione rigorosa dei rischi nelle aziende avicole, con un’estensione della sorveglianza fino alla fine di gennaio. Le autorità locali e nazionali stanno collaborando strettamente per garantire il rispetto delle misure di biosicurezza.
In prospettiva, la Corea del Sud continuerà con ispezioni intensive, restrizioni ai movimenti e il supporto finanziario ai governi locali, stanziando 1,6 miliardi di won per le operazioni di disinfezione e controllo. Queste azioni mirano a prevenire la diffusione delle malattie animali, proteggere il settore zootecnico e mantenere la stabilità dell’approvvigionamento di carne suina e pollame.
La risposta rapida e coordinata della Corea del Sud evidenzia l’importanza di sistemi avanzati di biosicurezza nella gestione delle crisi sanitarie animali. L’integrazione di tecnologie di monitoraggio, disinfezione e comunicazione tra le agenzie è fondamentale per limitare l’impatto economico e sociale. Questi eventi sottolineano la necessità di una vigilanza costante durante i periodi ad alto rischio e di una collaborazione internazionale per contrastare le malattie animali transfrontaliere.