Il governo coreano ha riavviato il programma di sostegno alla conversione dei contratti a tempo indeterminato, con l’obiettivo di ridurre il divario tra lavoratori regolari e non regolari. Recenti articoli di stampa hanno sollevato dubbi sull’efficacia di queste misure, temendo una ripetizione di fallimenti passati. Il Ministero del Lavoro ha risposto annunciando il rafforzamento dell’efficacia del programma e l’implementazione di politiche diversificate per migliorare la stabilità occupazionale.
Il programma, ripreso dopo due anni di sospensione, ora si rivolge alle aziende con meno di 30 dipendenti. I lavoratori a tempo determinato, in somministrazione o subappalto che abbiano lavorato per almeno sei mesi possono essere convertiti a tempo indeterminato o assunti direttamente, ricevendo fino a 600.000 KRW al mese per un massimo di un anno. Il governo promuove anche la parità salariale per lavori di pari valore e sostiene la negoziazione tra committenti e subappaltatori tramite la revisione della legge sui sindacati.
Tra le nuove misure, dal 2024 i genitori possono usufruire di un orario di ingresso alle 10:00, facilitando la cura dei figli. È possibile ridurre l’orario settimanale a 15-35 ore senza perdita di stipendio, e i datori di lavoro ricevono fino a 300.000 KRW al mese per ogni lavoratore che aderisce. I limiti massimi di stipendio per le ore ridotte sono stati aumentati a 2,5 milioni di KRW per 10 ore di riduzione e 1,6 milioni di KRW per le altre riduzioni. Sono previsti ulteriori incentivi per le aziende che assumono sostituti o distribuiscono il lavoro durante i congedi parentali.
Il governo monitorerà attentamente l’efficacia delle politiche e apporterà modifiche per garantire che le risorse siano utilizzate correttamente. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro più equo, proteggere i lavoratori atipici e migliorare la struttura occupazionale. Queste iniziative dovrebbero favorire una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare e ridurre le disuguaglianze nel mercato del lavoro coreano.